Materia. Memoria. Paesaggio.

Eva Trentin

BACK TO MATTER

Ci sono momenti che amo più di ogni altro: quando posso raccontare come nascono le mie opere.

Vedo spesso accendersi uno sguardo. All’inizio sembrano piccoli mosaici di colori. Poi, quando spiego che ogni tessera nasce dal contatto diretto tra foglie, fiori e carta, qualcosa cambia.

Grazie al vapore, i pigmenti naturali del vegetale si trasferiscono sulla carta lasciando un’impronta irripetibile. Non dipingo la natura: accolgo la sua traccia.

Le chiamo Giardini Metafisici. Sono frammenti di tempo, essenze vegetali, piccole sindoni botaniche che custodiscono la memoria delle piante.

È in quell’istante, quando l’opera viene davvero compresa, che nasce la magia. Tra chi guarda e ciò che la natura ha lasciato in dono.”

PALAZZO SALUZZO DI PAESANA

La mostra nasce come un invito a tornare alla materia, alla presenza fisica dell’opera e al valore del gesto umano. In un’epoca dominata dalla velocità delle immagini e dalla smaterializzazione dell’esperienza, Back to Matter propone una riflessione sul bisogno di recuperare tempo, profondità e relazione autentica con l’arte.

La mia ricerca nasce dall’osservazione di ciò che spesso passa inosservato: una foglia caduta, il segno lasciato da un fiore, una variazione di colore causata dal tempo, dall’acqua o dalla luce. Mi interessa il momento in cui la materia racconta una storia e diventa testimonianza di una trasformazione.

Le opere presentate in questa mostra sono il risultato di un dialogo diretto con il mondo naturale. Non cerco di rappresentare la natura, ma di collaborare con essa, lasciando che i suoi processi diventino parte integrante del lavoro. Impronte botaniche, pigmenti estratti da elementi vegetali e stratificazioni materiche conservano la memoria di incontri, luoghi e stagioni.

Duecentocinquantasei Rosa

Ogni opera è una traccia di presenza e di cambiamento. In un tempo dominato dalla velocità e dalla produzione incessante di immagini, il mio lavoro propone un rallentamento dello sguardo e invita a riconoscere il valore delle trasformazioni lente, della fragilità e dell’impermanenza.

La natura non appare come sfondo o decorazione, ma come soggetto attivo e generatore di forme. Attraverso queste opere desidero creare uno spazio di connessione, in cui memoria, materia e paesaggio possano incontrarsi e suggerire nuove modalità di relazione con il mondo che ci circonda.

Duecentocinquantasei Verde

Eva Trentin è un’artista e designer italiana la cui pratica si colloca al confine tra arte contemporanea, ricerca materica e sperimentazione naturale. Dopo un percorso professionale sviluppato tra design, architettura e arti visive, ha costruito un linguaggio personale incentrato sul dialogo tra materia, memoria e paesaggio.

Duecentocinquantasei Giallo

La sua produzione comprende opere, installazioni e artefatti poetici realizzati attraverso processi che coinvolgono elementi vegetali, pigmenti naturali, impronte botaniche e tecniche fotografiche alternative. L’interesse per i fenomeni di trasformazione e per le dinamiche del mondo naturale guida una ricerca che considera la materia non come elemento statico, ma come organismo in continua evoluzione.

Attraverso una pratica che unisce osservazione, raccolta e sperimentazione, Eva Trentin indaga le relazioni tra essere umano e ambiente, creando opere che custodiscono tracce di luoghi, stagioni e mutamenti. Il suo lavoro invita a riscoprire una dimensione di attenzione e meraviglia nei confronti dei processi invisibili che modellano il paesaggio e la vita.

GIARDINI DI EVA – ARTEFATTI PER ABITARE IL TEMPO

Niwa è una collezione di artefatti modulari sospesi tra funzionalità e scultura, concepiti come giardini metafisici domestici.

Strutturata su una progressione geometrica decrescente di tessere — da Niwa 405 (Giardino abitato) fino all’essenzialità di Niwa 6 (Origine) —, la collezione accompagna lo sguardo da una dimensione spaziale e collettiva a una presenza intima e silenziosa. Sono microcosmi rigenerativi nati per rallentare il tempo, invitando alla contemplazione e all’ascolto attraverso i gesti della quotidianità.

Dimensioni: da 51x51x51 cm

SCOPRI LE OPERE:

📍 Palazzo Saluzzo, Torino
🗓️ 17–20 luglio
🕓 Dalle 16:00 alle 20:00
☀️ Mattina su appuntamento

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