Eva Trentin

Intervista all’artista Eva Trentin

Maestra d’arte ed interior design, Eva Trentin è un’artista vicentina che dal 2015 ha deciso di dedicarsi completamente all’arte. Il suo obiettivo? Utilizzare la natura come oggetto e soggetto delle sue opere, per creare un “racconto di luoghi e di momenti”. 

E non si può far a meno di immergersi nella Natura guardando le sue opere, a partire dalla serie dedicata agli alberi. Questo soggetto è stato una lunga parentesi artistica dell’artista, che spiega di aver iniziato in concomitanza con l’inizio della sua gravidanza: circa otto o nove anni di alberi diversi tra loro. Colpisce l’albero con i fiori di ibisco. Se sulla pianta questi fiori sono destinati ad appassire in poco tempo, Eva Trentin riesce a donare loro un nuovo tempo, quello dell’arte, potenzialmente infinito, come ci insegnano le civiltà antiche. In questo quadro è presente un’altra costante dell’artista: l’oro; il colore del sole, della vita e della luce, come ama dire Eva Trentin. Accanto all’oro si accompagnano in quest’opera delle colature rosse (simbolo dell’amore), utilizzate per rappresentare la figura stessa dell’artista, che diventa un tutt’uno con la pianta.

 

In questi paesaggi terreni, svolazzano a volte dei pesci, immersi in uno sfondo oro o racchiusi in tesserine simili a dei mosaici, ma fatte di carta riciclata. Nascono così, infatti, alcuni suoi quadri: pezzi di natura collegati tra loro per formare un nuovo immaginario naturale.

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Una delle tecniche più care allartista è la stampa botanica. Ascoltando Eva Trentin spiegare questa tecnica, non si può fare a meno di immaginarla come una fatina dei boschi, che raccoglie fiori, foglie e perfino bucce di cipolle (con cui crea il colore giallo). Questi materiali naturali vengono poi cotti, essiccati ma anche macinati per essere utilizzati in quadri, tessuti o oggetti.

E ogni nuovo luogo diventa per lei l’occasione per catturare un nuovo colore o una nuova forma. Come il colore viola di un albero trovato in vacanza o le ortensie del giardino di sua madre.

Questi oggetti naturali prendono poi ordinatamente posto nel suo frigo, per essere utilizzati al momento giusto. Il risultato dipende però da molti fattori, come il clima o la luce: nessun utilizzo di un fiore sarà così uguale a quello successivo.

Opere vive, quindi, non solo grazie alle foglie, ai fiori o alla resina. Un altro elemento ricorrente è la ruggine, data dall’ossidazione del ferro: un processo chimico che non può essere arrestato e che modificherà così l’opera in ogni istante futuro.

Un’altra tecnica usata da Eva Trentin è la cianotipia: un metodo antico di stampa fotografica, il cui nome deriva dal greco κύανος (blu), proprio per l’effetto che si ottiene.

Per Eva Trentin è importante rappresentare “un mondo di sogni”: così anche le vecchie porte possono diventare la base per la sua arte, un altro modo per raccontare una storia alle persone.

In fondo, tutti noi ogni giorno apriamo una porta sulla Natura.

di Anna Ceroni tratto dalla rivista ‘Casa Arpége’ Vicenza agosto 2023

editoriale Casa Arpège

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